Il made in Italy per l’irrigazione di Dubai

di Il Sole 24 Ore

«Al colloquio abbiamo lavorato settimane, limando contenuti, forma e ritmo. È stata dura ma alla fine siamo andati alla grande». Sforzi premiati, quelli di Anna Stiatti, presidente di Rain, una delle due aziende italiane vincitrici nell’ultimo bando Horizon di Fase 2, che invece in generale per la pattuglia italiana è stato un mezzo disastro.

Alla Pmi milanese, 35 addetti e 12 milioni di ricavi, andrà oltre un milione a fondo perduto, da utilizzare per sviluppare un modello di irrigazione hi-tech, sviluppato in partnership con una azienda spagnola. Sistema basato su sensori che dialogano con una banca dati remota che al proprio interno ha catalogato oltre seimila tra piante ed erbe diverse. Know-how che si interfaccia con le informazioni in tempo reale raccolte sul campo per temperatura, umidità, luce e caratteristiche del terreno, in mdo da consentire l’ottimimizzazione della quantità di acqua da usare. «È un’applicazione di intelligenza artificiale - spiega - che senza intervento umano, attraverso un algoritmo, consente di risparmiare anche il 40%?di acqua».

Per l’azienda di Cerro Maggiore la svolta è del 2014, con la decisione di puntare in modo più deciso sull’export e sulla produzione diretta, inquadrando il 70%?come target in entrambi i casi. «Ad oggi siamo al 50%?di export - spiega - e al 40%?di produzione diretta, un trend che prosegue. Abbiamo dato un taglio drastico ai costi e siamo ripartiti, cercando di trovare anche nuove fonti di business».

L’idea è quella di inserire dosi crescenti di intelligenza nei sistemi di irrigazione, puntando a presidiare gli spazi di medio-ampie dimensioni: dai golf agli hotel, dai parchi ai giardini.

«Finora è stato l’uomo a dover dare istruzioni alla centralina - spiega - mentre ora con questo progetto il sistema lavora in autonomia. Grazie ai fondi Horizon 2020 possiamo fare definitivamente decollare questa idea».

I fondi Ue serviranno a ingegnerizzare e sviluppare commercialmente il prodotto, già presente sul mercato e in grado di conquistare commesse in Italia e non solo. Ad esempio a Dubai, dove da qualche mese un tratto del lungomare è innaffiato proprio con questo sistema. «Che porterà entro un paio d’anni almeno 4 milioni di ricavi aggiuntivi - spiega l’ad - e il nostro organico crescerà di conseguenza. Abbiamo ordini per almeno 300mila euro e richieste in arrivo ad esempio da Croazia e Thailandia. Oltre all’aspetto strettamente commerciale vogliamo presidiare la comunicazione in senso lato, per far comprendere ai clienti il vantaggio globale di questa tecnologia. Nell’incontro di Bruxelles abbiamo presentato ad esempio un caso reale di un nostro cliente in Costa Brava: in un anno è stato in grado di risparmiare il 42% di acqua, in termini economici si tratta di oltre 9mila euro».

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ultimo aggiornamento: 08/01/2019 01:11:48